Risolvere gli attacchi di panico

Sintomi di un attacco di panico

Se ne parla sempre più spesso, tanto che ormai vengono definiti come uno dei peggiori mali che possono colpire l’uomo moderno: si tratta degli attacchi di panico, episodi di improvvisa ed intensa paura o di una rapida escalation dell’ansia che possono letteralmente bloccare una persona, renderla incapace di muoversi o anche solo di ragionare, limitandone seriamente la vita di tutti i giorni.

I sintomi sono quelli tipici dei disturbi d’ansia, ma portati all’estremo. A questi si aggiungono inoltre manifestazioni ben più gravi che stanno ad indicare una netta degenerazione rispetto ad un più classico stato d’ansia. Possiamo riconoscere un attacco di panico dai forti tremori agli arti, dall’oppressione al petto, da un deciso aumento della sudorazione o da disturbi alla respirazione come la sensazione di soffocamento, il respiro corto, l’asfissia e l’iperventilazione.

Le palpitazioni e la tachicardia si fanno inoltre sempre più forti, accompagnandosi ad un senso di torpore o di formicolio alle braccia che può far pensare ad un vero e proprio infarto. Si entra poi in un circolo vizioso pericoloso, ad una sorta di “paura della paura”: ci si sentirà morire e si avvertirà la sensazione di perdere il controllo e di impazzire. Tutto ciò si legherà quindi a sensazioni di irrealtà, di distacco dall’ambiente che ci terrorizzeranno ancora di più. Uscirne sarà quindi sempre più complicato.

Cause degli attacchi di panico

attacchi di panicoMa da cosa traggono origine questi attacchi così spaventosi? Le cause non sono completamente note, ma sono implicati fattori fisiologici e psicologici. Dal punto di vista fisiologico, tutti i pensieri e i sentimenti possono essere concepiti come risultanti da processi elettrochimici cerebrali; tuttavia ciò dice poco sulle complesse interazioni tra i più di 200 neurotrasmettitori del cervello, nonché sull’ansia e sullo stato di allarme normale e patologico.

Dal punto di vista psicologico, gli attacchi di panico e il disturbo da attacchi di panico sono considerati una risposta ad agenti stressanti ambientali, come l’interruzione di una relazione significativa o l’esposizione a un disastro potenzialmente letale.

Il sistema d’ansia di una persona di solito compie passaggi adeguati e impercettibili dal sonno, attraverso lo stato di allarme, sino all’ansia e alla paura. I disturbi d’ansia e, più in particolare, gli attacchi di panico, si manifestano quando il sistema d’ansia funziona in modo inadeguato oppure, a volte, quando è sopraffatto dagli eventi. Le cause comunque restano molteplici e solo un’attenta analisi dei singoli soggetti affetti da disturbi del genere potrà rivelare cosa c’è dietro al loro problema.

Rimedi naturali

Nelle prime fasi dello stato patologico si è forse ancora in tempo per affrontare gli attacchi di panico con rimedi naturali che possano evitare spiacevoli controindicazioni. A volte del resto, disturbi simili sono generati da una carenza di magnesio, minerale fondamentale per il buon equilibrio del sistema nervoso.

Ecco allora che potrebbe essere utile prendere un integratore di magnesio per far fronte a questa situazione ed evitare l’insorgenza degli attacchi di panico. Tante persone trovano inoltre giovamento nell’utilizzo di alcuni fiori di Bach specifici per episodi di ansia e attacchi di panico. Si tratta però di un rimedio pensato per essere utilizzato per lunghi periodi, ma solo per episodi sporadici di ansia e attacchi di panico.

Proprio nel momento dell’attacco di panico ma anche preventivamente possono infine essere utilizzati degli oli essenziali con effetto calmante come possono essere quello di lavanda o quello di camomilla.

Rimedi medici

Parliamo comunque di rimedi fatti su misura per le prime fasi del problema, inutili quando questo raggiunge livelli più alti. A quel punto una terapia farmacologica e comportamentale diventa necessaria e fondamentale. Oltre alle informazioni circa il disturbo e il relativo trattamento, il medico può fornire una realistica speranza di miglioramento e un sostegno basato su un rapporto di fiducia con il paziente.

La psicoterapia di sostegno è infatti parte integrante del trattamento di tutti i disturbi d’ansia, trattamento che può basarsi anche su alcuni farmaci come gli antidepressivi e le benzodiazepine. Gli antidepressivi possono prevenire o ridurre di molto l’ansia anticipatoria, l’evitamento fobico e la frequenza e intensità degli attacchi di panico.

Le benzodiazepine (gli ansiolitici) hanno un effetto più rapido degli antidepressivi, ma hanno maggiore probabilità di indurre dipendenza fisica ed effetti collaterali, come sonnolenza, atassia e problemi di memoria. Il trattamento farmacologico deve essere a lungo termine, perché quando i farmaci vengono sospesi, spesso gli attacchi di panico ricominciano.

Utile anche la terapia di esposizione, un tipo di terapia comportamentale in cui il paziente viene messo a confronto con ciò di cui ha paura, così come la psicoterapia cognitiva, attraverso la quale vengono trattati i pensieri distorti e le convinzioni erronee. In ogni caso, il supporto di uno psicoterapeuta potrà contribuire a mettere in luce le cause degli attacchi di panico, evitando in molti casi il ricorso a farmaci dalle molteplici controindicazioni.

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