Farmaci Antiacidi: cosa sono e perché si usano?

Gli antiacidi rientrano nella categoria di farmaci impiegati per trattare specifiche condizioni dell’apparato digerente come l’ulcera peptica, l’iperacidità gastrica o il reflusso gastroesofageo (per saperne di più sulla malattia da reflusso leggi l’approfondimento su DocBros.it). Tuttavia, in alcuni casi possono essere prescritti anche come trattamento preventivo delle malattie gastrointestinali o per alleviare i sintomi di una cattiva digestione.

Questi farmaci sono definiti “antiacido” poiché agiscono localmente sul succo gastrico limitandone l’acidità.

I farmaci antiacidi però non sono in grado di intervenire sull’attività secretoria ed è per questo che il loro effetto neutralizzante dell’acidità è solo temporaneo e tende a scomparire una volta interrotto il loro impiego.

Come agiscono gli antiacidi?

i farmaci antiacidiPer comprendere il meccanismo d’azione dei farmaci antiacidi è necessario avere un’idea di quello che è l’apparato digerente e più precisamente lo stomaco, ovvero quell’organo che riceve dall’esofago il cibo introdotto attraverso la bocca e da cui partono i processi digestivi.

Lo stomaco al suo interno si caratterizza per un certo grado di acidità (indispensabile per lo svolgimento della digestione), tale grado è determinato dalle cellule perietali (cellule che caratterizzano la mucosa a livello gastrico) le quali, soprattutto durante i pasti, incrementano la loro attività secretoria di acido cloridrico al fine di produrre l’acidità necessaria allo svolgimento della digestione.

Contestualmente alle cellule perietali, le cellule dette “mucipare” preservano la mucosa intestinale creando una sorta di barriera protettiva. Questo complesso meccanismo di produzione/protezione è regolato da un sofisticato sistema messo in atto da ormoni e neurotrasmettitori che fungono da mediatori sull’attività delle cellule parietali e mucipare equilibrando il grado di acidità. Quando il meccanismo funziona correttamente, il Ph dello stomaco (e quindi la sua acidità) rimangono nei limiti fisiologici, quando invece il meccanismo viene per qualche ragione stravolto, si verifica l’iperacidità con conseguente compromissione delle funzionalità gastrointestinali.

Fatta questa premessa è bene specificare che i farmaci antiacidi agiscono in tre modi:

Neutralizzando direttamente l’acidità all’interno dello stomaco (Antiacidi con funzione diretta).

Inibendo la secrezione di acido cloridrico da parte delle cellule della mucosa gastrica (Antiacidi con funzione anti secretoria).

Proteggendo la mucosa gastrica dall’iperacidità (Antiacidi Citoprotettivi).

Gli antiacidi con funzione diretta (perlopiù bicarbonati e citrati), neutralizzano molto rapidamente l’acidità che si determina all’interno dello stomaco, per questo sono comunemente usati come “rimedio al bisogno”. I farmaci con azione anti secretoria e quelli definiti citoprotettivi, invece, sono impiegati in ottica terapeutica o di profilassi nel caso in cui sia necessario prevenire gli effetti collaterali di tipo gastrico provocati dall’assunzione di antinfiammatori non steroidei (Fans).

I “Contro” dei farmaci ad azione antiacido

problemi intestinaliPer chi soffre di bruciore di stomaco, reflusso o cattiva digestione, gli antiacidi sono considerati dei veri e propri alleati poiché agiscono rapidamente sul malessere donando sollievo. Come in precedenza detto però, questi farmaci – che il più delle volte non hanno bisogno di ricetta medica per l’acquisto – non risolvono il problema ma ne attenuano temporaneamente i sintomi, per cui il soggetto affetto da disturbi gastrointestinali tende a farne ricorso ogni qual volta avverte disagio e sente il bisogno di ridurre la produzione di acido gastrico.

Molti non sanno però che in una visione di impiego a lungo termine, questi prodotti se da un lato proteggono lo stomaco, dall’altro possono essere pericolosi per la mucosa intestinale… e questo non è tutto. Secondo un gruppo di ricercatori di Stanford, il ricorso agli antiacidi potrebbe compromettere le funzionalità cardiache e aumentare il rischio di infarto (per approfondire sull’argomento leggi l’articolo su www.fondazioneveronesi.it)

Alla luce di ciò è quindi opportuno rivolgersi al proprio medico curante prima di assumere qualsiasi rimedio per l’acidità.

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