Supernova osservata grazie all’effetto “lensing”

Dopo le rivelazioni degli ultimi mesi, lo spazio continua a riservarci sorprese capaci di mandare letteralmente in visibilio gli astronomi e tutti gli appassionati di cosmo. Stavolta è il turno di una particolare supernova, o per meglio dire di un particolare modo di osservare i corpi celesti.

La supernova in questione è stata infatti “guardata” grazie a un galassia utilizzata come “lente di ingrandimento” e analizzata da ben quattro punti di osservazione diversi. A fare tutto ciò sono stati i ricercatori dell’università di Stoccolma, guidati da Ariel Goobar, grazie ad una tecnica innovativa capace davvero di aprire una nuova era nella cosmologia.

supernova osservataCome spiegato nel recente studio pubblicato sulla rivista Science, grazie all’aiuto del telescopio robotico dell’Osservatorio di Monte Palomar, nella California del Sud, di un software specializzato nella ricerca automatica delle supernovae e si una galassia distante 2 miliardi di anni luce, gli astronomi svedesi sono riusciti a catturare più immagini della supernova denominata “iPTF16geu”, che si trova ad una distanza di ben 4 miliardi di anni luce dal nostro pianeta. Tutto grazie al fenomeno che in fisica viene chiamato di lensing, o “amplificazione gravitazionale”, applicato il quale è possibile far diventare più luminoso e più brillante un oggetto.

Per esempio, spiega l’astronomo Andrea Grazian dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), se tra il mio occhio e una sorgente di luce metto una lente, questa deformerà la sua immagine, facendola apparire piu’ brillante. In questo caso, prosegue il ricercatore, la galassia ha agito come una lente, amplificando di circa 50 volte la luminosità della supernova, frutto di un’esplosione stellare, facendola vedere in 4 immagini diverse, che ne hanno permesso di ricostruire con precisione la luminosità.

Tale fenomeno è un effetto della teoria della Relatività Generale di Einstein, secondo cui la massa deflette la luce. Ciò significa che il campo gravitazionale di un oggetto massiccio, come una galassia, può “piegare” i raggi di luce che passano vicino e rifocalizzarli in un’altra direzione, facendo apparire più luminosi gli oggetti sullo sfondo e in più luoghi.

E’ molto difficile trovare una supernova del genere con questa tecnica. Pensiamo ce ne possa essere 1 ogni 50.000 supernovae che identifichiamo, ha detto uno degli autori della ricerca, Peter Nugent, del Centro di Cosmologia computazionale del Lawrence Berkeley National Laboratory degli Stati Uniti. Trovare più supernovae di questo tipo significherebbe poter misurare il tasso di espansione dell’Universo con un’accuratezza mai vista e capire meglio la distribuzione della materia nel cosmo.

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